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domenica 10 giugno 2012

Gayatri Mantra




Gayatri Mantra is one of the oldest Vedic hymns, traditionally called shloka (verse), composed in gayatri vedic metric style and attributed to the rishi Visvamitra. It can be interpreted as an invocation to the vedic deva Savitri, a solar divinity. According to the latter attribute of god Savitri, the hymn can also be viewed as an prayer to the Sun, with all its cosmologycal implication, that is to say the creative power of making the universe exist. We can find the Gayatri Mantra in many other vedic texts, as in the Bhagavad Gita or in the Manusmirti. It is also related to one of the most important samskara (hindu brahmanical rites of passage), the upanayana, in which the devote becomes part of the twice-born brahmanical society. The opening formula Om Bhur Bhuva Swaha has a lot of symbolic meanings and is called the Mahavyarhti, "the great utterance".

By the way, besides its story and old significance, Gayatri Mantra is still popular today among hindus and during the centuries has been variously interpreted by many intellectuals, guru or member of religious movement, like the neo-Hinduism movements from the beginning of twentieth century.
Here I report the devanagari verses and their IAST translitteration:
ॐ 
भूर्भुवः॒ स्वः ।
तत्स॑वितुर्वरे॑ण्यं ।
भ॒र्गो॑ दे॒वस्य॑ धीमहि। ।
धियो॒ यो नः॑ प्रचो॒दया॑त्॥ ।
Oṃ bhūr bhuvaḥ svaḥ
tát savitúr váreṇ(i)yaṃ
bhárgo devásya dhīmahi
dhíyo yó naḥ pracodáyāt
This can be roughtly traslated literally as:

 "May we attain that excellent glory of Savitar the god:
   So may he stimulate our prayers."  
(The Hymns of the Rigveda, 1896, Ralph T. H. Griffith)

Regarding the actual meaning of the verses, as I mention before there are lots of different versions of the hymn.
Personally, I feel Swami Vivekananda's and S. Radhakrishnan's paraphrases to be more likely and so I quote:
  • "We meditate on the glory of that Being who has produced this universe; may He enlighten our minds." (Swami Vivekananda, 1915)
  • "We meditate on the effulgent glory of the divine Light; may he inspire our understanding." (S. Radhakrishnan -1-,1947)
  • "We meditate on the adorable glory of the radiant sun; may he inspire our intelligence." (S. Radhakrishnan -2-, 1953).
I will like to share also the free traslation of Sir William Jones, one of the first indologist who was a real admirer of Indian tradition, because I appreciate his poetic choices of words and expressions:

  • "Let us adore the supremacy of that divine sun, the god-head who illuminates all, who recreates all, from whom all proceed, to whom all must return, whom we invoke to direct our understandings aright in our progress toward his holy seat." (William Jones, 1807)

......I hope you can enjoy it........

lunedì 20 febbraio 2012

Giornata Internazionale della Lingua Madre - Ekushey February

 Domani, 21 Febbraio, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Lingua Madre, istituita nel 1999 dall'UNESCO per la salvaguardia del pluralismo linguistico e la protezione delle lingue "in via di estinzione". La data del 21 Febbraio è stata scelta in onore dei martiri per la lingua bengali del '52; quel giorno, infatti, centinaia di studenti e cittadini comuni bangladeshi vennero brutalmente uccisi dall'esercito pakistano durante una delle più importanti manifestazioni indette dal popolo bangladeshi per la salvaguardia della propria lingua, la bengali. Queste manifestazioni furono la risposta popolare all'imposizione, da parte dell'allora presidente del Pakistan Muhammad Ali Jinnah, della lingua urdu come unica lingua ufficiale di stato. Bisogna premettere che nel 1952 lo stato del Pakistan era composto da due ali, il West Pakistan (odierno Pakistan) e l'East Pakistan (odierno Bangladesh-dal 1971-). La lingua urdu, scelta come unica lingua ufficiale, veniva parlata solo dall'élite intellettuale e dalla classe dirigente del West Pakistan, mentre in tutto l'East Pakistan si parlava - e si parla tuttora - bengali.
Dopo le proteste di numerosi intellettuali bangladeshi, si scatenò la rivolta popolare a causa delle mancate risposte da parte del governo. La manifestazione del 21 Febbraio a Dhaka, la capitale dell'allora East Pakistan, fu la più imponente di una serie di proteste e scioperi da parte del popolo bangladeshi e venne repressa nel sangue dall'esercito pakistano.
Il 21 Febbraio 1952 è una data importante per il popolo bangladeshi anche perchè per molti storici segnò l'inizio del processo di acquisizione dell'identità bangladeshi e dell'auto-consapevolezza della propria peculiarità linguistica e culturale, processo che condusse il popolo bengalese alla Guerra di Liberazione del 1971 (Muktijuddho, argomento di una mia tesina universitaria e delle due interviste presenti qui nel blog), che si concluse con l'indipendenza dal Pakistan e con la nascita del moderno stato repubblicano del Bangladesh.

In memoria della morte di tanti giovani cittadini il 21 Febbraio del 1952, al culmine delle proteste nate grazie al Movimento per la Lingua Bengali (Bangla Bhasha Andolon), ogni anno tutta la comunità bangladeshi in ogni parte del mondo celebra questa giornata, comunemente nota come Shaheed Dibosh (=Giornata dei Martiri) e festa nazionale in Bangladesh, il cui fulcro è rappresentato dallo Shaheed Minar (=Monumento per i martiri) di Dhaka.
L'anno scorso, durante le celebrazioni della Giornata Internazionale della Lingua Madre a Roma è stata inaugurata una fedele copia dello Shaheed Minar in Largo Bangladesh, nel parco di Villa Ada, vicino all'Ambasciata del Bangladesh in Italia, in presenza del Ministro degli Esteri bangladeshi Dipu Moni e dell'Ambasciatore del Bangladesh in Italia, Masud Bin Momen, oltre che di numerose figure politiche e istituzionali italiane e bangladeshi.
Anche quest'anno verrà celebrato l'evento a Roma presso lo stesso sito, dove è presente stabilmente il monumento. Presto posterò alcune foto che farò domani in occasione delle celebrazioni, per condividere questo evento, esempio di felice convivenza tra popoli e di rispetto della multicultura e del plurilinguismo.

AGGIORNAMENTO: Dopo le stupende celebrazioni di stamattina, pubblico qui le foto che ho scattato presso lo Shaheed Minar di Roma, a Largo Bangladesh (Via Panama), confidando che riescano a trasmettere, anche solo minimamente, la bellezza e l'importanza dell'evento...

Shaheed Dibosh Ekushey February 2012

                                                                                                          দেখা হবে , Dekha hobe (Arrivederci)

martedì 3 gennaio 2012

Tesi di laurea triennale - Graduation thesis

Innanzitutto,
BUON 2012 A TUTTI!!!! HAPPY 2012 EVERYONE!!!
শুভ নব বর্ষ [shubho nobo borsho]
नया साल मुबारक हो [naya sal mubarak ho]

Mi dispiace di non aver trovato il tempo di aggiornare questo blog, ma ho passato gli ultimi 3 intensi mesi a scrivere e discutere la mia tesi di laurea triennale, che ho conseguito il 22 dicembre scorso con la strabiliante votazione di 110 e lode!!!
Il mio lavoro di ricerca si è concentrato sulla critica ad alcuni pregiudizi occidentali sull'India, argomento che mi ha sempre affascinato e che mi ha portato a studiare l'origine e le radici di tali stereotipi. Per fare ciò, mi sono riallacciata alle argomentazioni del critico letterario palestinese Edward Said, intellettuale che negli anni '70 ha coniato il termine "Orientalismo" per indicare il sistema culturale di stampo eurocentrico che ha creato visioni stereotipate sull'India al fine di sostenere e giustificare il dominio coloniale. Ritengo che ancora oggi abbiamo ereditato queste visioni pregiudiziali sull'India e perciò mi è sembrato interessante compiere questo studio, anche se in modo meramente introduttivo, dato che l'argomento è ancora oggetto di dibattito in ambito indologico, soprattutto nel contesto anglosassone.

In attesa di scrivere nuovi articoli sul blog, ho pensato di rendere pubblicamente accessibile la mia tesi a chiunque possa essere interessato alla tematica trattata. Perciò qui sotto troverete il link per poter scaricare la tesi dal sito di file hosting Divshare (ottima alternativa a Megaupload e Rapidshare, che consiglio vivamente!). Confidando nel vostro interesse e in un eventuale discussione nel merito delle questioni affrontate nel saggio, spero tanto possa essere utile a ricercatori, indologi o semplici simpatizzanti dell'India per suscitare uno spunto di riflessione sulle difficoltà di un autentico e obiettivo incontro con l'alterità, soprattutto nel nostro mondo globalizzato e multiculturale.
Ecco il link:
http://www.divshare.com/download/16501775-c12

  फिर मिलेंगे [Phir milenge] A presto!

domenica 2 ottobre 2011

A conversation with Saifullah Said about Muktijuddho_Complete


This my my interview with Mr. Saifulla Said, FAO employee and former freedom fighter. The conversation started in english but then continued in italian. We talked not only about the war itself, but also about his opinion about the political and social background of this crucial historical event.
Hope you will like it!

mercoledì 28 settembre 2011

A conversation with Nasrin Hasan about Muktijuddho

On June I had a pleasant conversation with Mrs. Nasrin Hasan, daugther of Mohammad Moniruzzaman, a member of Awami League political party, who cooperated with the Bangladesh freedom fighter during the muktijuddho (=War of Liberation).