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venerdì 9 maggio 2014

পহেলা বৈশাখ - Bangla New Year - Capodanno Bengalese

The Bangladeshi community in Rome has just celebrated their New Year in a great and coloured festival that lasted for five days. 
Known either as the পহেলা বৈশাখ (pohela boishakh = First of boishakh month) or as নববর্ষ (noboborsho = New Year), the Bengali New Year is celebrated woldwide according to Bengali Calendar, which, as other Southern Asian calendars, commences in mid-April of the Gregorian Year, with Boishakh month as the first. 
Traditionally a rural festive occasion because of the link with rice harvest time, during the centuries Bengali New Year has become a great festival held in both rural and urban context. The Bengali New Year starts at dawn and is marked by processions, fairs, folk and traditional music and dance events. People start this auspicious day cleaning their houses and then, dressed in new and fancy traditional clothes, invite relatives and friends as guest to spend the day together eating special dishes and enjoying the event.   
 In Dhaka, the capital of Bangladesh, New Year is celebrated with massive gatherings and parades, the most famous of which, the Mongol Shobhajatra, is organized by the students of the Faculty of Fine Arts of Dhaka University. Here and in other big cities, the day is marked by several fairs decicated to every aspect of Bengali culture, from dance to music and from food to handicraft. 
As I was saying, this festival is held every year not only in Bangladesh and in the indian state of West Bengal, but also in every country in which Bengali community live. Since Italy is the second European country for Bengali residents after UK, New Year's fair (বৈশাখী মেলা, Boishakhi Mela) is a steady occasion for the Roman Bangladeshi community to celebrate and also to let italian people know their culture and traditions.      
This year, from the 1st to the 5th of May, here in Rome Bangladeshi community celebrated their New Year with a great and coloured festival. According to the statistical survey taken by Rome municipality in 2012, the Bangladeshi community is one of the most numerous in the capital, with approximately 19000 legal residents. This Year (1421 according to Bengali calendar) the festival has reached its fifteenth edition and has been organized by many bangladeshi associations, headed by Dhuumcatu, one of the most famous association here in Rome, with nearly 10000 members. It has been held in a public park at Casalbertone, a neighborhood in the eastern part of Rome close to the ones with more bangladeshi residents, namely Prenestina area and Tor Pignattara (known locally as "Bangla Town"). Starting at 8:00 pm, along with several food and handicraft stalls, there has been music and dance performances, together with art exhibition and public meeting and debates about the socio-economic issues of migrants and the improvement of multicultural cohabitation. Other themes have been the promotion of ecological sustainability, the experiences of second generations and proposals about the betterment of the neighborhood (in fact, the very spot of the event has been looked after by Dhuumcatu members, who has cleaned it and prevented illegal activities such as prostitution or drug trafficking to take place).   
 This event is the proof that multicultural cohabitation is a potential reality which can be gained only by showing the daily life of migrants and by letting italian people know bangladeshi culture and traditions. Unfortunately in Italy still exists a lot of misconceptions (not to say ostility) about migrants, because of unawareness and ignorance and also because of the xenophobical propaganda of many political right-wing parties. So, only through event like this we can learn about other cultures and promote multiculturalism. 
 I've personally been at the festival with Maria Grazia Priori, a talented photographer whose great photos can be seen here. I really would like to thank her for her contribution, hoping that it will continue for other reports about Bangladeshi and Southern Asian communities that live here in Rome.
 Finally, I would like to share a curious fact that I've experienced at the festival. As you can see from the photos, I've met a bangladeshi little girl, Prerona, who did a dance performance at the event. Curiously, Prerona has been one of my students last year, during my internship as a teacher of Italian L2 (Italian as Second Language for foreigners) at her Primary School in Rome. Since among the other apprentices I was the only one who can speak bengali, my university sent me to a Primary School in which there are a lot of bangladeshi students and in fact the majority of my students were bangladeshi children. There I worked with Prerona and her schoolmates and I've met also many bangladeshi parents, helping regular teachers in communicating with them during school/families meeting. I've always been greeted with kindness and respect by both the children and their parents, experiencing the extreme need for multicultural and multilinguistic assistance in public sectors, about which in Italy there is still much to do.
Fortunately, events like the Bengali New Year let me hope for the best in the future!!!

 La comunità bangladeshi di Roma ha appena celebrato il suo Capodanno con una festa che è durata cinque giorni.
Conosciuto come পহেলা বৈশাখ (pohela boishakh = primo del mese di Boishakh) o come নববর্ষ (noboborsho = Anno Nuovo), il Capodanno Bengalese è un evento celebrato in tutto il mondo sulla base del calendario bengalese che, come gli altri calendari dell'Asia Meridionale, ha inizio a metà Aprile del calendario Gregoriano, con il Boishakh come primo mese dell'anno.
Tradizionale festività rurale collegata al raccolto del riso, durante i secoli il Capodanno Bengalese è diventato un grande evento che si tiene sia nelle zone rurali che in quelle urbane. Il Capodanno inizia all'alba e la giornata è caratterizzata da processioni, fiere ed eventi di musica e danza folk e tradizionale. La gente dà inizio a questa lieta giornata pulendo a fondo la casa e poi, vestita in abiti tradizionali, invitando parenti e amici per passare la festa insieme mangiando cibi particolari e partecipando all'evento.
A Dhaka, la capitale del Bangladesh, il Nuovo Anno viene celebrato in grandi raduni e parate, la più famosa delle quali, la Mongol Shobhajatra, è organizzata dagli studenti della Facoltà di Arti Figurative dell'Università di Dhaka. Qui e in altre grandi città, la giornata è caratterizzata da numerose fiere dedicate ai vari aspetti della cultura bengalese, dalla danza alla musica e dal cibo all'artigianato.
Come stavo dicendo, questo evento si tiene annualmente non solo in Bangladesh e nello stato indiano del West Bengal, ma anche in ogni paese dove è presente la comunità bengalese. Siccome l'Italia è il secondo paese europeo per numero di bangladeshi dopo la Gran Bretagna, la fiera del Capodanno (বৈশাখী মেলা, Boishaki Mela) è un'occasione consolidata negli anni per la comunità bengalese romana per festeggiare e anche per far conoscere agli italiani la loro cultura e le loro tradizioni.
Quest'anno, dal primo al cinque Maggio, qui a Roma la comunità bangladeshi ha celebrato il Capodanno con un grande e colorato evento. Secondo le statistiche elaborate dal Comune di Roma nel 2012, la comunità bangladeshi è una delle più numerose della capitale, con circa 19000 residenti. Quest'anno (il 1421 secondo il calendario bengalese) il festival ha raggiunto la XV edizione ed è stato organizzato da svariate associazioni bangladeshi, capeggiate da Dhuumcatu, una delle associazioni più famose qui a Roma, con circa 10000 membri. Si è tenuto presso il parchetto di Casalbertone, un quartiere della zona est della città vicino a quelli con la più alta concentrazione di bangladeshi, cioè la Prenestina e Tor Pignattara (conosciuta localmente come “Bangla Town”). A partire dalle 20:00, accanto a numerosi stand di cibi tipici e artigianato, ci sono stati spettacoli di musica e danza, insieme a mostre d'arte e incontri e dibattiti pubblici a proposito delle questioni socio-economiche dei migranti e dello sviluppo della convivenza multiculturale. Altri temi sono stati l'ecosostenibilità, le esperienze delle seconde generazioni e proposte sul miglioramento del quartiere (infatti lo stesso sito dell'evento è stato curato dai membri dell'associazione Dhuumcatu, che l'hanno ripulito e hanno evitato che si verificassero attività illegali come la prostituzione e il traffico di droga).
Questo evento è la dimostrazione che la convivenza multiculturale è una potenziale realtà che può essere pienamente raggiunta solo mostrando la vita quotidiana dei migranti e facendo sì che gli italiani possano conoscere la cultura e le tradizioni bangladeshi. Sfortunatamente, in Italia esistono ancora molti pregiudizi (per non dire aperta ostilità) verso i migranti, a causa dell'ignoranza e anche a causa della propaganda xenofoba di molti partiti di destra. Quindi, è solo attraverso eventi come questo che si può imparare qualcosa di nuovo sulle altre culture e promuovere il multiculturalismo.

Sono personalmente stata al festival insieme a Maria Grazia Priori, una fotografa di talento che ha scattato le foto qui presenti. Colgo l'occasione per ringraziarla per il suo contributo, sperando che la nostra collaborazione possa continuare per altri report sulla comunità bangladeshi o sulle altre dell'Asia Meridionale.
Infine, vorrei condividere un fatto curioso che mi è successo alla festa. Come si può vedere dalle foto, ho incontrato una ragazzina bangladeshi, Prerona, che si era appena esibita in uno spettacolo di danza. Curiosamente, Prerona è stata una dei miei studenti l'anno scorso, durante il mio tirocinio come insegnante di Italiano L2 (Italiano come seconda lingua per stranieri) presso la sua scuola Primaria. Visto che tra i tirocinanti ero l'unica che sapeva parlare bengali, la mia università mi ha mandato in una scuola con molti studenti bangladeshi e infatti la maggioranza dei miei studenti era di origine bengalese. Lì ho lavorato con Prerona e con i suoi compagni e ho anche conosciuto molti genitori bangladeshi, attraverso l'attività di mediazione linguistica e culturale svolta durante i colloqui scuola/famiglie. Sono sempre stata accolta con gentilezza e rispetto sia dai bambini che dai genitori, facendo personale esperienza dell'estremo bisogno di assistenza multiculturale e multilinguistica del settore pubblico, fattore in cui l'Italia ha ancora molta strada da fare.
Fortunatamente, eventi come il Capodanno Bengalese mi fanno ben sperare per il futuro!!!

domenica 28 ottobre 2012

La musica di Rabindranath Tagore - রবীন্দ্র সংগীত (Robindro Shongit)

Da grande artista poliedrico qual'era , Rabindranath Tagore ha composto moltissime canzoni, arraggiandone la parte musicale e componendone i testi. In India e Bangladesh, è nato addirittura un intero genere musicale che comprende le canzoni di Tagore, chiamato Robindro Shongit (= La musica di Robindro). Oggi esistono scuole dove si insegna questo stile e molti rinomati artisti che suonano queste canzoni, anche fuori dall'India.
Oggi voglio condividere "Bhalobashi Bhalobashi" (="L'amore, l'amore), una delle più celebri canzoni di Tagore e tra le mie preferite. Nel video potete vedere la versione di questa canzone realizzata da una popstar famosissima in Bangladesh, Tishma.
Ribadisco che, avendo tradotto io il testo dalla bengali, la sua poeticità è notevolmente inferiore all'originale. Spero comunque di riuscire a trasmettere la dolcezza e il carattere aulico delle parole.


 ভালবাসি ভালবাসি


এই সুরে কাছে দূরে জলে স্থলে বজায় বাঁশি |

আকাশে কার বুকের মাঝে ব্যথা বাজে ,

দিগন্ত কার কালো আঁখি আঁখির জলে যায় ভাসি |

সেই সুরে সাগরকূলে বাঁধন খুলে

অতল রোদন উঠে দুলে |

সেই সুরে বাজে মনে অকারণে

ভুলে-যাওয়া গানের বাণী , ভোলা দিনের কাঁদন-হাসি |


L'amore, l'amore
con questa melodia, vicino e lontano, per terra e per mare, risuona il flauto.
Di chi nel cielo risuona talora il dolore dell'animo,
all'orizzonte gli occhi neri di chi vengono sommersi dalle lacrime.
Con questa melodia sulla riva del mare, spezzando i vincoli, 
si leva un pianto senza fondo.
Con questa melodia, risuonano nell'animo il richiamo del canto inspiegabilmente dimenticato 
e le gioie e i dolori dei giorni andati.




mercoledì 11 maggio 2011

La musica di Rabindranath Tagore - রবীন্দ্র সংগীত (Robindro Shongit)

Da grande artista poliedrico qual'era , Rabindranath Tagore ha composto moltissime canzoni, arraggiandone la parte musicale e componendone i testi. In India e Bangladesh, è nato addirittura un intero genere musicale che comprende le canzoni di Tagore, chiamato Robindro Shongit (= La musica di Robindro). Oggi esistono scuole dove si insegna questo stile e molti rinomati artisti che suonano queste canzoni, anche fuori dall'India.
Oggi voglio condividere "Bhalobashi Bhalobashi" (="L'amore, l'amore), una delle più celebri canzoni di Tagore e tra le mie preferite. Nel video potete vedere la versione di questa canzone realizzata da una popostar famosissima in Bangladesh, Tishma.
Ribadisco che, avendo tradotto io il testo dalla bengali, la sua poeticità è notevolmente inferiore all'originale. Spero comunque di riuscire a trasmettere la dolcezza e il carattere aulico delle parole.

 ভালবাসি ভালবাসি

এই সুরে কাছে দূরে জলে স্থলে বজায় বাঁশি |
আকাশে কার বুকের মাঝে ব্যথা বাজে ,
দিগন্ত কার কালো আঁখি আঁখির জলে যায় ভাসি |
সেই সুরে সাগরকূলে বাঁধন খুলে
অতল রোদন উঠে দুলে |
সেই সুরে বাজে মনে অকারণে
ভুলে-যাওয়া গানের বাণী , ভোলা দিনের কাঁদন-হাসি |

L'amore, l'amore
con questa melodia, vicino e lontano, per terra e per mare, risuona il flauto.
Di chi nel cielo risuona talora il dolore dell'animo,
all'orizzonte gli occhi neri di chi vengono sommersi dalle lacrime.
Con questa melodia sulla riva del mare, spezzando i vincoli, 
si leva un pianto senza fondo.
Con questa melodia, risuonano nell'animo il richiamo del canto inspiegabilmente dimenticato 
e le gioie e i dolori dei giorni andati.


mercoledì 4 maggio 2011

Rabindranath Tagore - রবীন্দ্রনাথ ঠাকুর

       Rabindranath Tagore fu uno dei più brillanti pensatori e uno degli artisti più poliedrici 
e creativi della storia non solo del Sub-Continente indiano, ma del mondo intero.
Innanzitutto, il suo nome venne anglicizzato durante i numerosi viaggi che Tagore compì in Inghilterra e in Europa. Il suo vero nome è Robindronath Thakur [ɾobin̪d̪ɾonat̪ tʰakuɾ] ,  রবীন্দ্রনাথ ঠাকুর, रवीन्द्रनाथ ठाकुर . (Kolkata, 6 Maggio 1861; Santiniketan, 7 Agosto 1941 ) . Nacque in una ricca famiglia di bramini bengalesi e fu il discedente di importanti e stimati pensatori, come il padre Debendranath Tagore, uno dei padri dell'induismo riformista e fondatore della Brahmo Samaj.
Fu principalmente un filosofo e uno scrittore, ma si occupò anche di drammaturgia,poesia, giornalismo, pedagogia, musica classica indiana, politica, astronomia e molti altri campi del sapere.
Come scrittore lo ricordiamo per la sua poliedricità, dato che ha scritto racconti, romanzi, favole per bambini,opere teatrali,testi musicali, articoli di giornale, saggi e trattati, oltre che per la sublime poesia, le cui tematiche spaziano dall'amore all'amicizia, dalla natura intesa come principio vitale al rapporto dell'uomo con essa, dalla nazione alla Madre-Terra, dalla vita semplice e dai valori della società rurale alla religione.
In Europa è conosciuto maggiormente per essere stato il primo non-europeo a vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1913 per la sua "prosa elegante e poesia magica".
E' anche l'unica persona al mondo ad aver scritto gli inni nazionali di due paesi, India (Jana Gana Mana, originariamente scritto in bengali) e Bangladesh (Amar shonar Bangla-Il mio Bengala dorato).
Fondò anche un ashram _eremitaggio_ a Santiniketan, dove istituì una storica sede universitaria, la Vishva Bharati University, attiva ancora oggi, presso la quale Tagore sperimentò nuovi metodi di insegnamento e rivoluzionò alcuni standard pedagogici occidentali, come il concetto di esame, di voto personale e il ruolo dell'insegnante nel rapporto con gli studenti.
Fu molto attivo anche riguardo i temi politici e sociali del suo tempo ed entrò a far parte del dibattito intellettuale bengalese, divenendo una delle figure chiave del cosiddetto "Rinascimento Bengalese".
In particolare, va ricordato il rapporto, a volte conflittuale, che ebbe con il Mahatma Gandhi e il fatto che, dopo esser stato nominato Sir dalla corona inglese nel 1915, rifiutò l'onorificenza per protesta contro il massacro di Jallianwala Bagh (Amritsar)del 1919, compiuto dai soldati inglesi contro manifestanti inermi, al fine di sedare una protesta anti-governativa. Fu uno dei più importanti sostenitori e attivisti del movimento Swadeshi_ autoctono,del proprio paese_ ,nato nel 1905 come opposizione alle pratiche economiche del Raj britannico ed improntato verso il recupero dei prodotti tradizionali locali, come capi di vestiario, cibo e beni di consumo. Questo movimento si inserisce nel contesto più grande dei nascenti movimenti di non-cooperazione, non-violenza e indipendenza del neo-nato Nazionalismo indiano. 

Come "assaggio" dei capolavori di Tagore, vorrei condividere una piccola poesia tratta da una raccolta di storie per bambini, da me tradotta in italiano dall'originale bangla, facendo l'ovvia premessa che la traduzione non rende minimamente onore alla dolcezza dei versi originali, espressa attraverso la scelta delle parole e la loro assonanza all'interno della poesia.


  সমব্যথী

যদি খোকা না হয়ে
আমি হতেম কুকুর-চানা ---
তবে পাছে তোমার পাতে
আমি মুখ দিতে যাই ভাতে
তুমি করতে আমায় মানা ?
সতিয করে বল,
আমায় করিস নে মা , ছল ---
বলতে আমায় "দূর দূর দূর ,
কথা থেকে এলো এই কুকুর ?"
যা মা, তবে  যা মা,
আমায় কোলের থেকে নামা .
আমি খাব না তোর হাতে .
আমি খাব না তোর পাতে .

যদি খোকা  না হয়ে
আমি হতেম তোমার টিয়ে ---
তবে পাছে যাই মা, উড়ে
আমায় রাখতে শিকল দিয়ে ?
সতিয করে বল ,
আমায় করিস নে মা, ছল ---
বলতে আমায় "হতভাগা পাখি
শিকল কেটে দিতে চায় রে ফাঁকি ?"
তবে নামিয়ে দে মা,
আমায় ভালোবাসিস নে মা .
আমি রব না তোর খোলে,
আমি বনেই  যাব চলে .

Compassionevole
Se io, non essendo un bambino,
fossi un cucciolo di cane,
allora, per non permettermi di mettere
                                            il muso nel riso nella tua pata,           (foglia di banano usata come piatto)
tu mi sgrideresti?
Dimmi la verità,
o Madre, non ingannarmi!
Mi diresti :"Via via via, 
da dove è venuto questo cane?"
Vai via, Madre, allora vai via,
fammi scendere giù dal tuo grembo.
Io non mangerò più dalla tua mano,
io non mangerò più dalla tua foglia di banano.
Se io, non essendo un bambino,
fossi il tuo pappagallino,
allora, affinchè io possa volare via,
tu spezzeresti le mie catene?
Dimmi la verità,
o Madre, non ingannarmi!
Mi diresti:" sfortunato uccello, 
spezzate le catene,vorresti aprirmi un varco?"
Fammi scendere, o Madre,
tu non mi vuoi davvero bene, Madre.
Io non voglio più restare nel tuo grembo,
io me ne andrò nella foresta.


        দেখা হবে, Dekha hobe - Arrivederci


mercoledì 12 gennaio 2011

Guerra di liberazione Bangladesh - বাংলাদেশ মুক্তি যুদ্ধ - Prima Parte

Prima di tutto volevo augurarvi buon anno nuovo:
শুভ নব বর্ষ   shubho nobo borsho  (bangla),
नया साल मुबारक हो naya sal mubarak ho (hindi) .

Sto lavorando ad un saggio sulla Guerra di Liberazione bengalese del 1971, un evento cruciale per la storia della Repubblica Popolare del Bangladesh purtroppo poco conosciuto al di fuori della nazione.
Sto studiando questa guerra da un duplice punto di vista: quello letterario, grazie allo splendido libro della scrittrice bangladeshi Tahmima Anam, uscito in Italia con il titolo de "I giorni dell'amore e della guerra" (titolo originale "A golden age") ed edito da Garzanti, e quello storico e realistico di due guerriglieri_ মুক্তি যোদ্ধা , mukti joddha _ che a breve intervisterò grazie alla collaborazione della mia docente di Bengali all'Università.
Intendo perciò oggi introdurre questo importantissimo argomento per non dimenticare il contributo delle migliaia di morti per la causa dell'indipendenza.

La Guerra di Liberazione del Bangladesh fu un conflitto armato tra il West Pakistan e l'East Pakistan  che avvenne tra il 26 Marzo e il 16 Dicembre del 1971.Bisogna perciò precisare che con l'indipendenza di India e Pakistan nel 1947, il Pakistan venne diviso tra West Pakistan (odierno Pakistan) e East Pakistan (Bangladesh), diventando perciò un paese diviso in due "ali" distanti tra loro più di mille miglia. Verso la fine della guerra, agli inizi di Dicembre, l'India di Indira Ghandi intervenne militarmente a sostegno dell'East Pakistan, dando un determinante contributo alla resa del West Pakistan.
L'effettivo conflitto tra le due parti del Pakistan fu solo la conclusione di un progressivo deterioramento dei loro reciproci rapporti politici e sociali.
Era emerso già da tempo, infatti, un forte senso di sfiducia da parte dell'opinione pubblica bangladeshi verso la politica economica del West Pakistan; in particolare era forte l'idea che il governo sfruttasse economicamente le risorse e le materie prime dell'East Pakistan, investendone gli introiti nello sviluppo industriale ed economico del solo West Pakistan, considerando di fatto, quindi, l'East Pakistan come una sorta di colonia.Inoltre i bangladeshi avevano pochissime possibilità di intraprendere carriere lavorative all'interno di settori chiave per il paese, quali la burocrazia, la pubblica amministrazione, la politica e l'esercito.
Risultavano evidenti ai più le abissali differenze tra le due parti del paese in ogni ambito che risulta centrale per definire il concetto di nazione: cultura, lingua, letteratura, costumi, stili di vita,abbigliamento e persino il calendario.
Nello specifico, la questione della lingua divenne il primo elemento di forte dissenso contro la politica pakistana da parte delle classi più culturalmente vivaci della popolazione bengalese.Fin dal 1948 il leader del West Pakistan, il Fondatore della Nazione Mohammed Ali Jinnah, dichiarò, in nome dell'unità nazionale, che l'unica lingua ufficiale del West e dell'East Pakistan doveva essere , la lingua parlata dall'etnia dominante in West Pakistan e quasi totalmente sconosciuta nella parte est del paese, che parla bengali.
Questa e altre dichiarazioni successive di politici del West Pakistan scatenarono enormi proteste tra gli studenti e gli intellettuali bangladeshi, prima all'Università di Dhaka e poi in  altre città del paese.La paura dei bangladeshi non era solo quella ovvia del non riconoscimento da parte del governo dell'identità bangla, ma soprattutto il fatto che, non conoscendo l'urdu, i bengalesi sarebbero stati esclusi ancora di più dalle carriere pubbliche e amministrative.Le manifestazioni e i cortei culminarono con la crudele repressione compiuta dall'esercito del West Pakistan il 21 Febbraio del 1952, con la morte di molti studenti e civili inermi e disarmati.Dal 1999 questo giorno è ricordato in tutto il mondo, grazie all'UNESCO, come la Giornata Internazionale della Lingua Madre e in Bangladesh è commemorato come il Giorno dei Martiri per la Lingua.
Anche a livello politico le disparità tra le due "ali" del paese erano evidenti.Nonostante la popolazione dell'East Pakistan superasse nettamente quella del West Pakistan, i partiti politici dominanti provenivano dal West.Nel 1952, a causa di vari disordini e assassini politici, il Presidente Iskander Mirza annunciò l'instaurazione del regime militare, presieduto prima da Ayub Khan e poi da Yahya Khan e la soppressione dei partiti, del parlamento e della Costituzione.
Tuttavia nel 1970 il dittatore militare Yahya Khan annunciò pubblicamente di voler indire elezioni pubbliche per restaurare l'assetto parlamentare e costituzionale del paese.
La Awami League, il maggior partito politico bangladeshi con a capo il Padre della Nazione del Bangladesh Sheikh Mujibur Rahman, già da prima delle elezioni aveva iniziato una imponente campagna di sensibilizzazione per i diritti della popolazione bengalese.Nel 1966 S. M. Rahman pubblicò il suo manifesto politico, da cui prese vita il Movimento dei Sei Punti e che fu poi al centro della campagna elettorale del Partito Awami.Questo movimento aveva come obiettivo la fine dello sfruttamento economico del West sull'East Pakistan, attraverso il federalismo, la costituzione di due diverse valute, di due diverse Federal Reserve Banks e di due forze militari.